Specchio rotto di società fragile

Immaginiamo questa scena: é mattino, e tu cittadino qualunque, uscito di casa, ti stai recando a lavoro; quando a un certo punto noti una cosa bizzarra, forse di poco conto, perché hai la testa altrove, stai ancora inzuppando i primi pensieri mattutini nell’aria un po’ grigia e pallida di una giornata qualunque.

Bene, improvvisamente quel piccolo particolare si avvicina, e non é nient’altro che un vetro infranto di una macchina parcheggiata sulla strada di casa, di una via tranquilla, o almeno cosi sembrava.

Particolare di poco conto?
Forse no se ti trovi a Montpellier, nella parte alta di un quartiere popolare, Hauts de Massane. Ma non é tanto il brusco risveglio, il vetro infranto di una vettura qualunque, il particolare da raccontare ad amici e colleghi perché alla fine in fondo é una storia bizzarra…

C’é qualcos’altro. Senza scomodare sociologi, assistenti sociali, psicologi e quant’altri esperti di teorie. C’é tutto il riassunto del nostro essere oggi: violenti, precari, indifferenti, perché in fondo domani passeranno e puliranno tutto, e il tutto sarà catalogato come il solito esempio di violenza in un quartiere periferico. E via cosi a cercar colpevoli, mandanti e destinatari del piccolo fatto.

Specchio rotto di società fragile. Ma anche specchio di una società che non ci sta. Non si tratta di giustificare quest’atto vandalico. Ma di capirne le ragioni profonde… altrimenti resterà l’ennesimo puntino di un quadro dal quale non ci si vuole allontanare per vederlo nel suo insieme.

 

PS: Com’é veramente questa cartolina di Montpellier? Quali tinte vogliamo dargli? (la foto è originale scattata sul luogo)

di Filippo Cambise

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