Sull’omicidio dei due militanti di Alba Dorata

Si ritorna sul colpo o meglio sui colpi sparati da un uomo che, sceso dalla moto, li ha indirizzati contro tre militanti del partito neonazista greco di Alba Dorata, lasciandone a terra due: Manolis Kapelonis e Giorgos Fountoulis. Proprio negli ultimi giorni è stato diffuso il video che mostra le scena (e che noi vi proponiamo nella sezione apposita del sito): la normalità del traffico di Atene viene interrotta cialis quando quattro persone che discutevano davanti ad un edificio (la sezione del partito neonazista) vengono colpite da colpi di arma da fuoco sparati da un uomo con un berretto bianco e un passo svelto.

Si ritorna sull’omicidio dei membri di Alba Dorata sul quotidiano principale greco nella sua versione inglese, Kathimerini, con le parole di Nikos Konstandaras, colui che lo dirige. In un editoriale Konstandaras sostiene che quest’attacco alla “sede di Alba Dorata” rappresenti “una sfida per la nostra società, per il nostro Stato e per il sistema politico. Il pericolo di instabilità è grande e ci vorrà dedizione e meticolosa lucidità per le procedure di legge e istituzionali affinché si tenga la situazione sotto controllo”. Dice che è indispensabile che la polizia agisca rapidamente affinché si trovino i colpevoli, perché più a lungo essi rimangono nell’ombra e più “teorie del complotto” si diffonderanno e “lo Stato non sarà in grado di funzionare come dovrebbe nel trattare con attività criminali“. Konstandaras sostiene come tutti i partiti politici, i media e la società debba condannare l’attacco in modo inequivocabile: “senza sofismi” dice l’autore.

Poi l’editorialista di Kathimerini sostiene come “l’attacco porta Alba Dorata di nuovo nel centro della vita politica, dopo settimane in cui l’organizzazione neonazista era alla deriva. Ora, con i suoi leader in stato di detenzione, i fondi statali trattenuti, i membri del Parlamento spogliati dalla protezione della polizia (c’è stata un’operazione che ha smantellato i vertici della polizia perché collegati con il partito neonazista, ndr), potranno beneficiare di un aumento della partecipazione e della solidarietà da elettori che avevano abbandonato lo stesso partito”. E conclude nel suo ragionamento ribadendo che “se lo Stato, le autorità di polizia e giudiziarie, il nostro sistema politico e i mass-media non saranno all’altezza della situazione, dimostrando serietà e determinazione, c’è un grave pericolo di una maggiore divisione nella nostra politica e nella società. Inoltre, Alba Dorata uscirà più forte presentandosi come vittima di ingiustizia e di violenza politica. Così gli sviluppi diventeranno ancora più pericolosi”.

Proprio rispetto a questa vicenda vi vogliamo proporre la riflessione di Augustinos Zenakos ripreso da Atene Calling: 

L’omicidio dei due membri di Alba Dorata a Neo Iraklio è una ferita alla democrazia, che mira a creare una situazione di instabilità, dicono dai ieri i Media. Non so da dove traggano questa conclusione. Ai mainstream media piace giocare al ruolo del detective. Ho sentito parlare di “attacchi professionali”, di “organizzazione perfetta”, di sette, e anche un po’ della paura riscaldata del bravo padre di famiglia, Nikos Maziòtis. Non so da dove tirino fuori tutto questo. Non sono un poliziotto. Quel che so è che tutto quello che riguarda la “destabilizzazione” non è come sembra. Lascio da parte le coincidenze – anche se fanno bene a sottolinearle in molti – come il fatto che gli incidenti di estrema violenza sembrano coincidere con orribile precisione con i periodi in cui vengono provate le politiche del governo, per dire questo: la “destabilizzazione” conviene al governo. La “stabilità” conviene all’opposizione parlamentare. Continua a leggere qui…

 

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