Giancarlo Basili:«Il cinema secondo me»

Giancarlo Basili è considerato lo scenografo ufficiale del nuovo cinema italiano. Il suo talento è quello d’immortalare in una scena una storia intera, talmente vera che lascia l'amaro in bocca ammettere che è solo un'illusione. A lui si sono affidati Ferreri, Bellocchio, Avati, Salvatores, Moretti, Giordana, Amelio, Luchetti, Mazzacurati, Kiarostami; film come Nirvana, Il Caimano, Palombella Rossa, Io non ho paura, Enrico IV, Paz, Romanzo di una strage, La giusta distanza, Il portaborse, L'Intrepido, Anni Felici portano tutti la sua firma. Non sono realizzati in un teatro di posa, per via dei costi troppo alti e ostile lui stesso ad una certa ricostruzione in studio, ma con un approccio neo-realista sono nati sulla strada dove le vecchie archeologie industriali, i paesi chiusi e i “nonluoghi” cari a Marc Augé sono intrisi di un'apparente naturalezza. Sembra lui stesso un attore, ha uno sguardo indagatore, tipico di chi è abituato ad osservare, occhi vividi, ombreggiati dai capelli color del latte. Accenna alla sua formazione all'Accademia di Bologna nel pieno della contestazione del '69, con le lezioni sospese, le università occupate e il lavoro di aiuto scenografo nel laboratorio del Teatro Comunale diretto dal maestro Cochi Fregni.

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