Tensione a Gaza

La quotidianità di Gaza, che vive sotto la morsa dell’occupazione israeliana, è veramente tragica: sono molti gli attacchi aerei, i droni che sorvolano nelle notti palestinesi, i contadini che vengono aggrediti quotidianamente, fino ai pescatori a cui l’esercito israeliano spara dal sud, Rafah, fino al nord della Striscia. Proprio Rafah era al centro delle attenzioni ultimamente per i sempre continui blocchi del valico che, così facendo, non permette ai palestinesi di uscire da Gaza neanche per curarsi (facendo aumentare notevolmente anche la disoccupazione nel territorio). Scarseggiano medicine e cibo, gran parte dipende dagli aiuti umanitari e dai tunnel che vengono distrutti, come riporta l’attivista italiana a Gaza Rosa Schiano, “il viceministro dell’economia del governo di Gaza, Hatem Oweida, ha comunicato che la distruzione dei tunnels sta colpendo negativamente tutti i settori della produzione, provocando enormi perdite nel commercio, nell’agricoltura, nel trasporto e nella costruzione, perdite che ammontano a circa 230$ milioni mensili (circa 170 milioni di euro)” .

Poi una volta ogni tanto, Israele compie il salto di qualità: lo scorso 28 ottobre un attacco aereo ha colpito un terreno di alberi di olivo a Nord di Gaza City. Non c’è stato nessun morto, ma una voragine si è creata. L’attacco è partito alle 9.25 del mattino proprio quando le bambine di una scuola primaria vicina al luogo colpito erano a far lezione. Secondo il racconto riportato da Nena News “la bambine erano in classe, sono scappate, la situazione era terribile. Gli insegnanti non potevano calmarle, sono arrivate le ambulanze, tutti temevano che le bambine fossero morte nell’esplosione”.

Sono sempre più frequenti i raid in Cisgiordania, molte delle volte mortali, e gli scontri che mietono vittime, come quella di Qabatiya dove un ragazzo di 22 anni, Ahmed Imad Tazaza, è stato assassinato dal fuoco israeliano. Ieri invece a Gaza è successo che quattro militanti palestinesi sono stati uccisi e cinque soldati israeliani feriti (di cui uno in gravi condizioni) secondo quanto riporta BBC. I soldati sono stati feriti colpiti da una bomba mentre stavano distruggendo un tunnel in costruzione scoperto il mese scorso da Gaza a Israele. I militanti palestinesi hanno risposto al fuoco e in questa circostanza un palestinese, Rabea Baraka, ha perso la vita. Ne è seguito un attacco aereo israeliano in cui altri tre palestinesi, Khaled Abu Bakra, Mohammed Daoud e Mohammed Al Qassas, sono rimasti uccisi. L’episodio è avvenuto vicino alla città centrale di Khan Younis (di seguito la cartina della BBC)

 

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Hamas ha poi fatto sapere che tutti e quattro militanti appartenevano al suo braccio armato, le Brigate Izz al-Din Qassam Brigades. Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha sostenuto l’attacco contro i soldati affermando poi come “Gaza sarà la terra di inferno’‘ per Israele, il signor Abu Zuhri ha detto. Il tunnel, come riporta BBC, si ritiene che sarebbe stato costruito per pianificare attacchi a sorpresa come già successo nel 2006 quando due soldati israeliani hanno perso la vita e un altro Gilad Shalit, rapito e tenuto a Gaza per più di cinque anni. Sempre nella giornata di ieri un lancio di un missile da Gaza aveva colpito un insediamento israeliano e ferito alcuni coloni e un soldato (che si trova una grave situazione).

Sicuramente anche questi ultimi fatti andranno ad intaccare i colloqui di pace, che oltre ad andare molto a rilento seguono una linea molto contestata dai palestinesi: Israele ha liberato nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 26 detenuti palestinesi questo “gesto distensivo” per iniziare i colloqui di pace (come d’accordo tra le due fazioni) che però è seguito dalla notizia della costruzione di 1500 nuovi alloggi a Gerusalemme Est nella colonia di Ramat Shlomo.

 

Per approfondire l’argomento vi consigliamo la lettura di questi due articoli:

Israele libera 26 palestinesi e ne arresta 1.100 da Nena News

“Oslo ha frammentato la società palestinese”. Intervista a Michel Warschawsky da Osservatorio Iraq

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