This is my land. Un documentario da vedere

Abbiamo provato a descrivere cosa succede in Cisgiordania attraverso vari reportage dal posto. Una delle tanti situazioni limiti che abbiamo visto è la città di Hebron: i coloni assediano la città e anche il centro storico dove vivono anche i palestinesi.

Approfondiremo ancora su Hebron e sulle specifiche situazioni, nel frattempo, vorremmo proporvi un documentario da vedere assolutamente: this is my land.

Rompere il silenzio: Giulia Amati è andata ad Hebron per insegnare un corso di “filmmaking” di tre mesi in un Media Center finanziato dall’Unione Europea. Quello che ha visto arrivata nella città era molto diverso da quello che si era immaginata. Poco dopo il suo arrivo ha incontrato Yehuda Shaul, un ex soldato israeliano che ha fondato l’organizzazione “Breaking the Silence” con cui conduce delle visite guidate nel centro di Hebron. Grazie alla sua esperienza come soldato di base ad Hebron, Yehuda descrive a turisti, diplomatici e giornalisti le dinamiche della città sotto occupazione. Dopo aver filmato le visite guidate di Yehuda e intervistato alcune famiglie palestinesi, Giulia si è resa conto che per capire veramente la situazione bisognava ascoltare il punto di vista dei coloni. Stephen Natanson l’ha raggiunta per filmare e intervistare esponenti della colonia israeliana di Hebron. Insieme hanno continuato le riprese del documentario. Ulteriore materiale è stato donato da organizzazioni umanitarie internazionali e dall’archivio video di B’Tselem. B’Tselem è un’organizzazione per i diritti umani israeliana il cui archivio video è stato creato da Oren Yakobovich. Yakobovich ha inventato il progetto “shooting back” distribuendo piccole videocamere a famiglie palestinese in condizioni particolarmente esposte agli attacchi dei coloni e dell’esercito. Questa campagna ha aiutato a portare all’attenzione pubblica alcuni dei casi più drammatici di ingiustizia degli ultimi anni.

 

Bookmark the permalink.