Traffico di esseri umani, una rete criminale dal Corno d’Africa al Golfo

Irene Tuzi sul nostro sito partner Pressenza approfondisce la questione del traffico di esseri umani mettendo in luce l’esistenza di una rete di traffici criminali che si estende dal Corno d’Africa fino al Golfo.

La situazione denunciata dall’inizio dell’anno da numerose agenzie di stampa e organizzazioni per i diritti umani, ma mai trapelata a livello internazionale è quella della tratta di esseri umani che ha luogo in Yemen e in altri stati del Golfo nei confronti delle popolazioni del Corno d’Africa. Questa situazione non è altro che una conseguenza inevitabile e tuttavia inconcepibile di una realtà di cui purtroppo si conosce ancora molto poco. Etiopia, Somalia e Eritrea vivono infatti da anni una gravissima crisi umanitaria che vede spesso costrette le popolazioni di questa regione a lasciare il loro Paese in cerca di una vita migliore aldilà del Golfo di Aden verso i Paesi più ricchi come l’Arabia Saudita. Per farlo finiscono spesso nelle mani dei trafficanti di esseri umani che lungo il tragitto praticano abusi di ogni tipo sui profughi africani impedendo loro nella maggior parte dei casi di arrivare a destinazione.

Il Corno d’Africa è un’area strategica, collegamento naturale tra l’Africa e il Medio Oriente e comprende alcuni tra i Paesi più instabili al mondo, che sono spesso, anche a causa di dinamiche interne, dimenticati dai media. Infatti i governi di questi Paesi hanno sottoposto a rigidi controlli tutti i mezzi di informazione e reagiscono con ostilità a qualsiasi critica percepita come tale all’interno dei media di stato. In Eritrea tutte le testate giornalistiche indipendenti erano state di fatto messe al bando nel 2001. Nel 2007 il governo etiope ha cacciato tutti i media internazionali e le organizzazioni umanitarie permettendo l’ingresso solo alle organizzazioni non governative a condizione di non denunciare, attraverso la firma di un documento, le violazioni dei diritti umani.


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