Trasformare la violenza a scuola

« Una scuola elementare di periferia con più di mille alunni. Una rete che separa i bambini regolarmente iscritti da quelli che invece in quel l’edificio abitano da più di 10 anni.

Siamo a Scampia e la storia é quella di 14 famiglie scappate dalle Vele. Dal 2003 vivono in una scuola. L’allora assessore al patrimonio della giunta Iervolino Ferdinando Balzamo trovó giusto assegnare a questi nuclei familiari provenienti dalle disastrate vele 14 aule della scuola “Virgilio” assicurando loro che si trattava di una sistemazione assolutamente provvisoria. Alla giunta Iervolino si é sostituita quella De Magistris, sono trascorsi dieci anni ma le famiglie sono ancora lì. I bambini sono diventati adolescenti e adesso si vergognano di dire che abitano in un edificio scolastico. »

Questo articolo è uscito sul Mattino di Napoli qualche giorno fa.

‘’L’aggressività degli alunni designati come « violenti » è essenzialmente legata a due elementi : una forte ansia-depressione e una grande difficoltà nell’assimilazione dell’insegnamento. Fallimento scolare e violenza sono intimamente legati […] Non bisogna perdere di vista che le persone percepite come violente sono anche sofferenti’’

Questo è un quanto sostiene in una ricerca Daniel Favre, professore di scienze dell’educazione allo IUFM di Montpellier, il quale ha pubblicato nel 2007 Transformer la violence de l’élève (trad. Trasformare la violenza dell’alunno ).

Quello che appare difficile ai nostri occhi è che il destino dei bambini di Napoli sia quasi segnato, e forse neanche per una colpa direttamente imputabile a loro. Per questo è molto importante ribadire e sottolineare il ruolo della scuola, che ascolta, si fa carico dei problemi e diventa luogo di incontro, crescita e arricchimento per tutti.

Un diverso rapporto con l’autorità, con l’aiuto degli insegnanti e invertire il pensiero comune : come dice anche Daniel Favre ciò che si fa normalmente per i ragazzi di quelle età «  è assimilare un errore a una colpa, pensare che fare un errore è fare qualcosa di male in assoluto » mentre viceversa sarebbe importante capire che si può imparare dagli errori.

In una scuola dove non ci si vergogna più a chiamarla tale. Finalmente.

di Filippo Cambise

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