Tre leggi di iniziativa popolare su tortura, droghe e carceri: parte la raccolta firme

È iniziata in questi giorni la raccolta delle firme per tre proposte di legge di iniziativa popolare su tre argomenti rispetto ai quali il nostro Paese è molto arretrato, vuoi per vuoti legislativi, vuoi per leggi troppo restrittive e anacronistiche. A lanciare l’iniziativa l’associazione Antigone, che si occupa di diritti e garanzie nel sistema penale, mentre sono già molte le sigle che hanno aderito.

Il logo della campagna

Questi tre temi si pongono con urgenza, pur essendo ancora una volta tra i più taciuti in queste settimane che ci hanno portato al voto.

Rispetto alle carceri, l’Italia si trova in una condizione che non garantisce alcun minimo rispetto della dignità umana (tant’è vero che una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani ci impone di intervenire). Le strutture sono poche e sovraffollate (per usare solo un eufemismo), si finisce facilmente in carcere anche per reati non gravi vista l’assenza di pene alternative, molto spesso inoltre ad essere dietro le sbarre sono i migranti solo perché non sanno come difendersi, non hanno i soldi né accesso alle leggi nella loro lingua. Per non parlare dell’assurdo reato di “clandestinità”, una condizione creata dallo Stato e non voluta dal migrante.

Ad aggravare la situazione c’è il serio rischio di tortura, dietro le sbarre, spesso attuato dalle stesse forze dell’ordine: un caso emblematico su tutti quello di Stefano Cucchi, nel 2009. In generale, il reato di tortura non è presente nel codice penale italiano e siamo qui in presenza di una lacuna non tollerabile per un Paese civile, che tra l’altro ha contratto in passato obblighi internazionali che gli impongono di prevedere tale reato.

Infine, sulle droghe leggere la legge che è attualmente in vigore, la Fini-Giovanardi, non ha mai avuto l’intenzione di regolare il fenomeno, bensì si caratterizza per un impianto esclusivamente punitivo. Che tra l’altro per il possesso di quantità microscopiche prevede il carcere, facendo così ritornare all’argomento del sovraffollamento dei penitenziari già citato. Qui la proposta è quella di depenalizzare i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

Vi consigliamo di dare un’occhiata a queste proposte e di sostenerle. Non si tratta qui di appartenenza politica, ma di far recuperare concretamente al nostro Paese il terreno fin qui perduto sul piano della civiltà e della dignità umana.

 

Qui trovate il pdf con la relazione introduttiva alle proposte

Qui il sito dell’associazione Antigone dove trovare i testi delle proposte (già pubblicati in Gazzetta Ufficiale), il calendario dei punti raccolta ed i moduli per organizzarla autonomamente

 

 

 

 

 

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