Turchia: il funerale di Berkin riaccende i tumulti nelle piazze.

E’ di almeno 2 vittime e 100 fermati il bilancio dei violenti scontri che si sono verificati in Turchia nelle ultime 48 ore. Numerosi anche i feriti, ma per il momento è impossibile quantificarli. Alcuni di loro sono molto gravi, come ad esempio un uomo che è in fin di vita dopo esser stato colpito al ventre dal getto di un idrante della Polizia che lo ha investito da soli due metri di distanza e un giovane venditore di riso di 17 anni che a  Istanbul è stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno ed è tuttora in pericolo di vita.

La miccia che ha fatto riscendere la Turchia in piazza contro il Premier Recep Tayyip Erdogan, dopo mesi in cui sembrava che la spinta propulsiva dell’estate passata fosse svanita, è stata offerta dai funerali di Berkin Elvan il quindicenne morto dopo 269 giorni di coma. Il ragazzo era rimasto colpito alla testa da un candelotto di quelli in dotazione alle forze dell’ordine lo scorso giugno mentre stava andando a comprare il pane vicino al teatro delle scorse rivolte turche, il Gezi Park.                                                                                                                             Quest’occasione ha portato milioni di persone in piazza in tutto il paese della mezzaluna e in molte di esse si sono verificati pesanti scontri tra i manifestanti e i reparti speciali delle forze dell’ordine. Non a caso, una delle due vittime è proprio un poliziotto di 30 anni morto a Tunceli nell’Anatolia centro-orientale; secondo i medici la causa del decesso sarebbe da addebitare all’eccessivo utilizzo di lacrimogeni da parte degli agenti.

1berkinfunerale

L’epicentro degli scontri, ovviamente non poteva che essere Istanbul, dove decine di migliaia di persone si sono unite al corteo funebre partito dal quartiere alevita di Okmeydani ed hanno partecipato ai disordini cominciati immediatamente dopo la sepoltura della giovane vittima nel cimitero di Ferikoy, nella zona europea della capitale turca. In quel momento, la polizia ha fatto largo uso di lacrimogeni, sparati anche in luoghi chiusi, e di proiettili di gomma per impedire ai manifestanti di raggiungere la simbolica Piazza Taksim.

A movimentare la protesta sono stati princiapelmente gli studenti, la comunità alevita, i sindacati, i militanti dei partiti di sinistra, ma anche tanta gente normale che si è trovata di nuovo di fronte la brutalità dei metodi repressivi della polizia turca.

Nonostante la situazione sia in subbuglio, sembra tuttavia che il tanto vituperato Erdogan non abbia perso la calma neanche in questa circostanza; infatti il Premier ha dichiarato di non avere ucciso nessuno, di non avere responsabilità in merito e che il governo si potrà cambiare solo tramite le urne. Gli fa eco la stampa governativa che, con decisamente poco tatto si spinge nella peggiore dietrologia facendo notare come la spina che teneva in vita il povero giovane sia stata staccata proprio in contiguità con le elezioni amministrative. L’impressione è che, a parte queste cadute di stile difficilmente commentabili, non c’era proprio bisogno di una nuova bufera in vista delle elezioni per questo governo già messo a durissima prova dallo scandalo delle tangenti e dalle lacerazioni sempre più marcate all’interno della società turca.

Bookmark the permalink.