Uno snodo commerciale e di contatto potrebbe far saltare l’Iraq ed il Kurdistan iracheno

In Iraq sembra finito il matrimonio d’interesse tra l’apparato di potere governativo post-dittatura e la componente curda del Paese. Non è così radicale lo strappo politico, ma è localizzabile in un’area dalla strada emblematica: quella della morte. Tratta che collega Kirkuk e la capitale Baghdad, con precisione Tuz Khurmatu, una miscela di curdi, turkmei ed arabi, dove durante la guerra civile si veniva sequestrati e dove oggi si muore per innumerevoli incidenti stradali, viste le pessime condizioni del manto, ma non solo.

Oggi è terreno infuocato per una possibile pesante battaglia tra esercito governativo e rappresentanze curde. Da Diyala a Kirkuk ci sono villaggi e paesi guidati da governorati curdi ed infatti lungo le colline di questi trecento chilometri ed oltre si notano i peshmerga, milizie curde, che pattugliano la zona. Tuttavia il Governo centrale iracheno, pur ancora non palesando alcuna dichiarazione volta ad imporre una perdita d’indipendenza dei governorati curdi, ha deciso di presenziare col proprio esercito la zona di Kirkuk (area raccontata nel film, a dirla tutta non proprio in maniera magistrale, “I fiori di Kirkuk”, storia delle vessazioni subite dai curdi duranti gli anni di Saddam Hussein), per le violenze e gli incidenti non controllati.

Questa tratta è uno snodo fondamentale da sempre per viaggiatori, commercianti, scambi di ogni genere. Le violenze ed i sequestri secondo le autorità governative sarebbero dovuti proprio alla corruzione delle rappresentanze curde nella zona. D’altra parte i curdi, che si dicono pronti a respingere con le armi un eventuale monitoraggio dell’esercito centrale, che in qualche modo lederebbe la legittimità delle autorità curde presenti, si dicono sicuri che l’eventuale intervento sarebbe solo una mossa di Baghdad per impossessarsi, con l’imposizione di nuove tasse, delle ricchezze in transito. Insomma sembrano profilarsi preoccupanti tensioni in una già tormentata area di contatto: Tuz Khurmantu.

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