La vendetta di Israele per i tre giovani: a fuoco Hebron e Gaza

É giunta infine la giustificazione, e la vendetta di Israele verso la striscia di Gaza è iniziata. Dopo il ritrovamento a pochi chilometri da Hebron dei corpi dei tre ragazzi israeliani scomparsi il 12 giugno scorso, il premier Netanyahu può far fuoco verso la popolazione palestinese inerte alla ricerca del suo nemico terrorista: Hamas. Poco importa che nessuno abbia ancora rivendicato le morti dei ragazzi. La rabbia per questo omicidio sarà un buon modo per legittimare la guerra al nuovo governo di Mahmud Abbas, Abu Mazen, nato dalla riconciliazione tra Al Fatah e Hamas, che Israele non aveva voluto riconoscere. E sebbene l’entrata di quest’ultima organizzazione nell’istituzione palestinese fosse avvenuta più di nome che di fatto, anche a seguito del suo progressivo indebolimento a Gaza, il governo israeliano si è opposto fermamente interrompendo del tutto i trattati di pace già da tempo in crisi. E adesso la morte dei tre giovani, che permetterà di trovare ulteriore appoggio tra la popolazione civile israeliana.

Sui social network israeliani si incita alla vendetta

Sui social network israeliani si incita alla vendetta

E così guerra è fatta. E le dichiarazioni dei responsabili non lasciano spazio al dialogo, sono appunto solo l’urlo del guerriero: il premier israeliano ha semplicemente detto al mondo “Hamas é responsabile, la pagherà”. I suoi ministri fanno il coro: quello dell’economia Naftali Bennett (leader tra l’altro del partito estremista Casa Ebraica), ha detto che “non c’è tempo per parlare. Ora è il tempo di agire”. Il vice ministro della Difesa Danny Danon ha invocato la “totale distruzione di Hamas. Bisogna spazzare via le loro case, annientare i loro arsenali. E far sì che l’intera leadership palestinese la paghi cara”. Il ministro dei trasporti Katz ha minacciato a sua volta Hamas: “Vi daremo una lezione che non dimenticherete”. Electronic Intifada fa una raccolta minuziosa delle incitazioni sui social network alla guerra totale da parte di molte figure israeliane in vista. Tra queste Uri Ariel, ministro della casa, ha dichiarato che “in guerra, bisogna schiacciare senza pietà i terroristi con una mano, e con l’altra dare un’adeguata risposta sionista”. Michael Ben-Ari, ex deputato parlamentare, ha postato un video sulla sua pagina facebook  invocando “il trasferimento di dolore al crudele

Incitamenti alla vendetta

Incitamenti alla vendetta

nemico. Trasformando il Ramadan in un mese di oscurità per tutti loro”. E dopo aver definito i bambini palestinesi “piccoli terroristi” ha chiamato un raduno a Gerusalemme chiedendo la “morte del nemico, l’eliminazione dei loro sorrisi. A partire da Heneen Zoabi (membro palestinese del parlamento israeliano) che va mandata in aiuto in Siria”. Tzachi Hanegbi, ex ministro del partito di governo Likud, ha dichiarato “Io non so quanti leader di Hamas rimarranno in vita dopo stasera.” E Tzipi Hotovely, altro deputato del Likud e vice ministro, ha scritto che “Israele deve dichiarare una guerra di annientamento di Hamas, responsabile dell’omicidio, e il ritorno alla politica assassinio.” Insomma un’intera classe

Messaggio di una soldatessa israeliana in supporto alle famiflie dei tre giovani: "siamo per l'assassinio di tutti i terroristi"

Messaggio di una soldatessa israeliana in supporto alle famiflie dei tre giovani: “siamo per l’assassinio di tutti i terroristi”

politica che incita al sangue e alla vendetta. Eppure la quarta Convenzione di Ginevra stabilisce che nessuno che viva sotto un’occupazione possa essere punito per un crimine che non abbia commesso personalmente. Ma se anche i bambini sono “piccoli terroristi” qualsiasi azione militare è giustificabile. Ed è il via alla rappresaglia.

Ieri notte e questa mattina all’alba gli attacchi aerei su tutta la Striscia di Gaza su 34 diversi obiettivi, si contano per ora 4 feriti. A Hebron in Cisgiordania le forze di occupazione israeliane hanno poi distrutto le abitazioni di Marwan Qawasmeh e Amer Abu Aisheh, due uomini sospettati di essere coinvolti nel rapimento, ma non ancora trovati.

Alcuni video delle esplosioni prodotte dall’esercito israeliano a Hebron. 

Ma non è solo l’esercito a muoversi, la vendetta è portata avanti anche dai civili stessi, centinaia di coloni provenienti dall’insediamento limitrofo Kiryat Arba, che hanno marciato su Hebron scontrandosi con i residenti palestinesi e prendendone d’assalto le abitazioni. Un ragazzo di 19 anni Sajid Mamoon Sultan risulterebbe ferito. Il partito ultranazionalista Casa Ebraica ne approfitta per proporre un’espansione delle colonie stesse su Hebron, facendo il salto dalla guerra di vendetta a quella di espansione, e sebbene il governo israeliano sia ancora diviso su questo punto, anche il ministro delle Comunicazioni, Gilad Erdan si è dichiarato a favore delle nuove colonie. Inoltre sempre secondo Electronic Intifada nei giorni precedenti le esecuzioni extragiudiziarie sembrerebbero aumentate. In Cisgiordania poi un raid nel campo profughi a Jenin ha portato alla morte di Yusuf Abu Zagher, un 18enne colpito che secondo l’esercito era in procinto di lanciare un ordigno.

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