Veolia licenzia proprio lavoratore perché ostile alla chiusura di una rete idrica

Nella Francia meridionale, ad Avignone, Veolia, multinazionale francese di cui vi abbiamo raccontato gli affari a Londra, congiuntamente a quelli in Palestina, è ancora detentrice della gestione dell’acqua, come in molte altre parti del mondo.

In Francia Veolia ha dovuto lasciare il suo più grosso affare nella capitale, Parigi, dove è ritornata una gestione pubblica. Analizzando una spiacevole vicenda avvenuta ad Avignone non si può che continuare a sospettare dei metodi di quest’azienda.

Simbolo delle remore è il lavoratore Marc, che alle dipendenze di Veolia, in quella zona di Francia ha disobbedito all’ordine di togliere la fornitura idrica alle persone che vivono in condizioni di povertà. Sicuramente il fatto è sintomatico di quanto l’acqua, se tenuta fuori da dinamiche pubbliche e dunque di riconoscimento di diritti universali, trasformandosi in merce diviene puro interesse per il gestore, che non ammette fasce da tutelare o servizio da modellare sulle differenti classi sociali.

In Italia Veolia è partner di diversi gestori idrici presenti in parti della Liguria, in Sicilia, in Calabria ed in uno dei territori più complicati per il servizio idrico italiano: in provincia di Latina.

Il diritto all’acqua si è tramutato anche in una campagna di natura europea, ICE, con la quale si chiede alla Commissione Europea un immediato disegno legge col quale riconoscere l’acqua come diritto umano.

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