Voci egiziane 5 – Prima e dopo Morsi: le denunce della Fratellanza

Lorenzo Giroffi

Durante gli incontri con folle, idee, movimenti, volti, presidii e scontenti egiziani abbiamo raccontato una serie di realtà che nell’ultimo anno, dopo il primo gesto palese post-rivoluzione, le elezioni che diedero a Mohammed Morsi la presidenza, si sono riunite proprio per contestare tale nuovo “governo”. Governo in maggioranza formato da Fratelli Musulmani e Giustizia e Libertà, che hanno preso le redini del Paese, con la Costituzione da redigere (fatto) ed elezioni parlamentari da aspettare (a questo punto saltate).

Tra denunce di repressione, di cattivi vizi di potere ripercorsi dalla Fratellanza, attivisti sul piede di guerra, giornalisti insoddisfatti è nata la campagna Tamarod. Miscellanea di liberisti, salafiti, partiti di sinistra e liberali, che, dal 30 giugno, hanno coinvolto l’esercito, arrivando all’ormai nota destituzione di Morsi, con i militari a dirigere la “ricostruzione” degli apparati decisionali.

Presidenza provvisoria ad Adly Mansour, Costituzione da modificare, nuove elezioni da indire e più libertà di espressione da garantire. Tamarod, che era opposizione, è diventata in un colpo maggioranza, con Fratelli Musulmani e Giustizia e Libertà a subire destituzione e delegittimazione, con i suoi sostenitori in piazza, a protestare contro tale decisione, a patire la repressione dell’esercito e dei cecchini.

Nel video segnalato c’è l’intervista a Mohamed Soudan, responsabile degli affari esteri di Giustizia e Libertà, realizzata nella prima parte ad Alessandria e nella seconda via skype. Lui denuncia un nuovo stato di polizia che ha cancellato i sogni di democrazia raggiunti con la rivoluzione del 25 gennaio 2011, che permise l’elezione libera di Mohammed Morsi. Parla di tutto quello che è accaduto dal 30 giugno come una perdita di tempo e di soldi, di nuovi problemi voluti da Tamarod, che ha avallato di nuovo una struttura militare al Governo. Per Soudan questo sta reprimendo, arrestando, torturando ed uccidendo.

La Costituzione, considerata  da molti dei partiti scesi in piazza per destituire Morsi come troppo rispettosa dei valori islamici e non dell’intera società, è invece difesa da Soudan, che parla di come sia un libro aperto a modifiche, da attuare in seduta parlamentare da chi sarà eletto. A tutti i partiti che si sono opposti alla Fratellanza chiede di fare il lavoro della politica, cercando consenso e dando voce agli egiziani, senza criticare a vuoto, cercando poi l’appoggio dell’esercito.

Inoltre la Fratellanza non vuol sentir parlare di elezioni in questo contesto, perché vuole prima che ritorni ad essere legittimato e scarcerato il presidente eletto, Mohammed Morsi, che cessi la repressione, così poi da poter concorrere nuovamente ad elezioni libere. Nella video-intervista Mohammed Soudan chiede ai vertici militari la liberazione dei leader politici e che le torture contro i manifestanti in piazza smettano di inquietare. La convinzione al momento è quella di rimanere per strada, fino a quando non verrà ripristinato lo scenario politico ante 30 giugno 2013.

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  • Antonio

    Ciao complimenti per il giornale, però volevo segnalar vi che gli articoli sui vari lettori multimediali non supportano la funzione pinch to zoom, come mai?

    • FirstLinePress

      Caro Antonio, grazie mille per i complimenti e per la segnalazione di questo inconveniente.

      La inoltriamo ai nostri collaboratori tecnici e proveremo a risolvere questa mancanza il prima possibile.
      Ci scusiamo per il disguido, continua a seguirci!

      La redazione

    • FirstLinePress

      Caro Antonio,

      informiamo te e i lettori che abbiamo risolto il problema tecnico ed ora la funzione ‘pinch to zoom’ è attiva per tutti i supporti multimediali, dagli smartphone ai tablet!

      Buona lettura e continuate a seguirci anche in estate e con la ripresa dalle vacanze!

      La redazione